Non sempre la risonanza magnetica, sia “chiusa” che “aperta”, è in grado di fornire immagini abbastanza definite e chiare, specialmente quando parliamo di aneurismi, lesioni al cervello, patologie tumorali e infiammatorie. In questi casi si usa un mezzo di contrasto che viene iniettato per via endovenosa che riesce a “chiarire” e a “definire” meglio lo stato di salute del soggetto nell’ area esaminata.

Quando si usa

La risonanza magnetica con contrasto viene utilizzata per migliorare l’imaging RM di:

  • cervello
  • organi interni, inclusi cuore, fegato, ghiandole surrenali, reni, pancreas, cistifellea, milza, utero, ovaie, prostata e vescica
  • il tratto gastrointestinale, compreso lo stomaco, l’intestino tenue e l’intestino crasso
  • le arterie e le vene del corpo, compresi i vasi del cervello, del collo, del torace, dell’addome, del bacino e delle gambe
  • i tessuti molli del corpo, compresi i muscoli e il grasso sottocutaneo e endoaddominale
  • il seno

La risonanza magnetica con contrasto è dunque importante per la rivelazione delle lesioni focali, siano esse benigne o maligne e per la caratterizzazione delle diverse lesioni maligne, in base alle diverse modalità di vascolarizzazione delle stesse. Queste informazioni non sono ottenibili con esami RM senza somministrazione di mezzo di contrasto, per tale motivo in relazione a determinati quesiti diagnostici il liquido  è indispensabile.

È usata per esaminare il torace alla ricerca di possibili problemi cardiaci e sulle più importanti arterie, e anche per il cancro al seno. Nell’addome e nell’area pelvica e la risonanza magnetica con contrasto può diagnosticare le malattie renali o al fegato e persino esaminare il sistema riproduttivo femminile o la prostata nell’uomo. Infine e in termini generali, questo esame può essere utile per verificare eventuali problemi persino delle ossa, dei muscoli e delle articolazioni come artriti infettive o lesioni tumorali.

Come si esegue una Risonanza Magnetica con Contrasto?

La risonanza magnetica con liquido di contrasto viene sempre eseguita in ospedale, ambulatori o cliniche specializzate, ma non è necessario un ricovero precedente o successivo, viene effettuata lo stesso giorno dell’appuntamento. Quando arriva il momento del test, il paziente deve spogliarsi completamente e indossare un camice monouso, deve essere tolto qualsiasi elemento metallico che si indossa.

Pochi minuti prima dell’esecuzione del test, nel caso della risonanza magnetica con contrasto, il liquido viene somministrato attraverso un’iniezione all’interno di una vena del braccio.

Una volta preparato per la realizzazione del test il paziente verrà posizionato su un lettino che scorre all’interno di una sorta di tubo, dove avverra’ l’acquisizione delle immagini. Il test dura in media non più di 30-40 minuti. Durante la durata dell’ analisi il paziente udirà un rumore costante dovuto all’ attività dei potenti magneti utilizzati dal macchinario.

Trova il centro di radiologia più vicino a te!

Cosa è il mezzo contrasto

Si definiscono mezzi di contrasto (MdC) quelle sostanze che, introdotte per vie e con modalità opportune nell’organismo, modificano alcune proprietà fisiche di determinate strutture corporee e quindi la loro capacità di apparire in risalto rispetto alle strutture circostanti, cosa spesso impossibile solo sulla base del contrasto naturale esistente tra i vari tessuti dell’organismo.

In ogni caso, condizioni essenziali perchè una sostanza dotata delle proprietà suddette possa essere utilizzata nella pratica quotidiana sono l’atossicità e la limitazione degli effetti collaterali e secondari. Esistono mezzi di contrasto diversi a seconda delle proprietà fisiche che si intende esaltare e a seconda pertanto della tecnica diagnostica: mezzi di contrasto per uso radiologico, per TAC (uroangiografici), per RM (paramagnetici).

Le sostanze paramagnetiche hanno suscettività magnetica positiva e una volta introdotte in un campo magnetico, ne aumentano l’intensità locale. Il massimo aumento del segnale per le sostanze paramagnetiche, lo si ha nelle immagini T1-pesate, in cui il mezzo di contrasto sarà ben visualizzabile in quanto “bianco” su uno sfondo “scuro”.

Quale liquido di contrasto si usa

Nella risonanza magnetica si utilizza il gadolinio (Gd), che presenta di per sé un profilo tossicologico sfavorevole e deve quindi essere utilizzato sotto forma di chelati in modo da annullarne la tossicità, conservandone al tempo stesso le proprietà paramagnetiche.

 

Come viene iniettato

Il liquido di contrasto viene somministrato per via endovenosa (e.v., l’iniezione è indolore), in quantità variabili in base al prodotto ed al peso del Paziente (10-15 ml), mediante una agocannula introdotta nel braccio a livello del gomito subito prima dell’esecuzione dell’esame da parte del personale infermieristico o del medico anestesista.
Quanto tempo per smaltire il contrasto

Il Gd-DTPA, capostipite della famiglia, è escreto rapidamente per via urinaria, non si accumula in organi-bersaglio, non penetra attraverso le membrane cellulari. Si preferisce nel caso si dovesse ripetere la somministrazione aspettare almeno 24 ore dalla prima, ma dopo l’esame si può tornare normalmente alle proprie attività e non esistono rischi per le persone con le quali si entra in contatto.

A seguito dell’uso di mezzi di contrasto a base di gadolinio (lineari), si ha un accumulo di piccole quantità di gadolinio nei tessuti cerebrali. Non esiste attualmente alcuna evidenza che i depositi di gadolinio nel cervello abbiano causato danni ai pazienti, tuttavia, non essendo noti i rischi a lungo termine i mezzi di contrasto lineari per uso endovenoso sono stati sospesi nell’UE (in Italia a partire dal 28 febbraio 2018) ad eccezione dell’acido gadoxetico e dell’acido gadobenico, che continuano a essere disponibili ma esclusivamente per l’impiego nelle scansioni epatiche.

I rischi del Mezzo Contrasto

L’incidenza di effetti secondari (cefalea, nausea, vomito, ipotensione, tachicardia) può essere valutata intorno all’1,5%, inferiore quindi a quella dei MdC uroangiografici (utilizzati in TC). L’insorgenza di fibrosi nefrogenica sistemica in seguito alla somministrazione di mdc a base di Gd è un evento piuttosto raro e descritto solo in pazienti con insufficienza renale cronica severa (importante sempre prima della somministrazione del MdC la valutazione dei valori ematochimici della funzionalità renale).

Il Gadolino non è un elemento radioattivo, quindi i maggiori rischi che possono verificarsi da questo tipo di test sono legati alla reazione allergica all’elemento introdotto per il contrasto, pochissimi casi comunque. In qualsiasi tipo di reazione allergica dopo la somministrazione del mezzo di contrasto, i sintomi sono temporanei e vanno da mal di testa a un’eruzione cutanea oppure vomito o nausea

Si raccomanda inoltre di non effettuare questo tipo di analisi alle donne in gravidanza.

I Costi

I prezzi di una risonanza magnetica con contrasto variano a seconda del centro clinico che la esegue e del tratto da “scansionare”. Qui sotto una tabella con i costi medi.

 

  prezzo medio prezzo minimo prezzo massimo
Risonanza magnetica al cervello e tronco encefalico 290 220 380
Risonanza magnetica torace 315 230 400
Risonanza magnetica mammelle 290 210 370
Risonanza magnetica addome 325 250 400
Risonanza magnetica colonna vertebrale 325 250 400
Risonanza magnetica total body 575 500 650

Trova il centro di radiologia più vicino a te!

Hai un centro di radiologia e vuoi aderire al portale?